OLTRE LO SGUARDO

Posted on gennaio 16, 2017

Dal 14 al 21 gennaio 2017 il MACTE di Termoli (CB) ospita “Oltre lo Sguardo”, una collettiva d’arte composta da 25 artisti italiani contemporanei che espongono circa 50 opere. L’expo è a cura dalla storica dell’arte Antonietta Aida Caruso dell’associazione culturale “Cantieri Creativi” che ha visto la partecipazione dei critici d’arte Antonio Zimarino e Gioia Cativa. Cantieri Creativi, spiega la Dott.ssa Caruso, opera dal 2010 nella piccola realtà di Termoli, senza entrare in alleanze politiche e portando avanti iniziative a spese proprie, finalizzate alla conoscenza del territorio, alla sua valorizzazione e alla formazione del pensiero critico. Non vogliono sostituirsi a nessuno, vogliono solo contribuire a creare un laboratorio d’idee per cercare di rendere l’arte più vicina alla gente e per indagare al senso del vivere oggi, ricercare nuove strade da percorrere e da attraversare, cioè barcamenarsi in una società sempre più complessa e articolata e spesso anche disperata. L’arte contemporanea esprime, rivela questa società. Aggiunge: “Ed è per questo che per me diventa un motivo d’indagine e di riflessione comune. Sento il senso di appartenenza al mio territorio e alla mia città che da tempo ho studiato, analizzato, promosso attraverso numerosi progetti e pubblicazioni. E sento l’urgenza dei giovani che sono costretti spesso ad abbandonarla”.

All’ expò presente il gruppo Atomosfera.7 di Pescara formato da Alfredo Celli, Bruno Di Pietro, Franco Sinisi, Giuliano Cotellessa, Massimo Pompeo, Rossano Di Cicco Morra, Vinicio Fattori.                                                       

L’opera presentata dall’artista Bruno Di Pietro, Domanda all’ Infinito, fa parte dei lavori del VII periodo “Confini”, iniziato nel 2005 e ad oggi ancora in evoluzione. Il trittico rappresenta nella parte centrale l’Universo, come creazione di ogni cosa e fonte di sogni e ispirazione per l’artista; i pannelli esterni, completamente in nero, indicano il buio dello spazio infinito, il mistero, l’incognita, la profondità enigmatica racchiusa e celata. Questo lavoro venne creato insieme ad una sua Poesia dal medesimo titolo pubblicata in «Theorein» ed. Tracce:

“nel buio infinito delle galassie,

com’è grande lo spazio dove il tempo riceve”